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Solidarietà dell'UE con l'Ucraina

Sanzioni dell'UE alla Russia a seguito dell'invasione dell'Ucraina

#StandWithUkraine

Queste informazioni sono disponibili anche in: ucraino | українська | russo | русский

Queste misure, che sono intelligenti, mirate e ben coordinate con i nostri alleati, colpiscono la Russia su aspetti particolarmente sensibili, con il massimo impatto sull'élite politica russa.

Le sanzioni sono elencate di seguito.

Inserimento di singole persone ed entità in elenchi di sanzioni

Il divieto di fornire fondi o risorse economiche si applica alle:

Persone

  • Divieto di viaggio
  • Congelamento dei beni
  • Divieto di fornire fondi

Entità

  • Congelamento dei beni
  • Divieto di fornire fondi
I FATTI

Tra le persone sanzionate figurano rappresentanti politici di alto livello, oligarchi, personale militare e propagandisti. Le misure restrittive relative ad azioni che compromettono o minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina si applicano adesso a:

1 236
persone
115
entità
  • Ampliare i criteri di inserimento nell'elenco di sanzioni ci consente di colpire facilmente tutti i membri del governo russo e i loro familiari, gli oligarchi, i professionisti, i responsabili della propaganda e della disinformazione, così come gli operatori dei settori chiave dell'economia russa che sostengono l'aggressione militare.
  • Rafforzare le segnalazioni, imponendo alle persone inserite nell'elenco di divulgare attivamente tutti i loro beni all'interno dell'UE contribuisce a garantire che i beni siano rintracciati e congelati in modo molto più efficace.

Misure relative ai servizi finanziari e ai servizi alle imprese

Stiamo impedendo l'accesso della Russia ai mercati dei capitali dell'UE, facendo aumentare i costi di finanziamento per le entità sanzionate ed erodendo gradualmente la base industriale della Russia mediante:

  • il divieto di qualsiasi forma di prestito alle banche e al governo russi (compresa la Banca centrale) e di acquisto dei titoli da loro emessi
  • l'imposizione del congelamento dei beni e del divieto di finanziamenti a una serie di banche russe
  • il divieto totale di qualsiasi operazione con determinate imprese statali russe in diversi settori, ossia con il complesso industrial-militare del Cremlino
  • il chiarimento del fatto che le cripto-attività rientrano nell'ambito di applicazione dei "valori mobiliari"
  • l'estensione a tutte le valute ufficiali dell'UE dei divieti in materia di esportazione di banconote e vendita di valori mobiliari il divieto di tutti i portafogli di cripto-attività, indipendentemente dall'importo
  • il divieto alle agenzie dell'UE di rating del credito di classificare la Russia e le società russe e di prestare servizi di rating a clienti russi
  • il divieto di prestare alla Russia servizi per le cripto-attività di elevato valore
  • il divieto di fornire consulenza sui trust ai russi facoltosi, in modo che per loro diventi più difficile custodire capitali nell'UE
  • il divieto di prestare, direttamente o indirettamente, determinati servizi alle imprese, quali servizi contabili, di auditing, compresa la revisione legale dei conti, i servizi di consulenza fiscale, informatica e giuridica, i servizi architetturali e ingegneristici, nonché i servizi di consulenza amministrativo-gestionale e di pubbliche relazioni al governo russo e alle persone giuridiche e alle entità o agli organismi stabiliti in Russia
  • azioni mirate contro l'élite russa vietando i depositi cospicui presso le banche dell'UE.

Stiamo inoltre bloccando le riserve di valuta estera detenute dalla Russia nell'UE:

La misura impedirà a queste banche di effettuare le loro operazioni finanziarie in tutto il mondo in modo rapido ed efficiente.

I FATTI

Il 70% del sistema bancario russo (in termini di attivi), del governo e delle principali società statali non è più in grado di rifinanziarsi sui mercati di capitali dell'UE.

Settore energetico

Il divieto di esportazione di tecnologie specifiche di raffinazione, che si aggiunge all'attuale divieto per le attrezzature petrolifere in vigore dal 2014, renderà più difficile e costoso per la Russia ammodernare le sue raffinerie di petrolio.

Blocco delle importazioni di carbone in ogni sua forma dalla Russia.

Ampio divieto di nuovi investimenti nel settore energetico russo in senso lato, con limitate deroghe per l'energia nucleare civile e il trasporto di determinati prodotti energetici verso l'UE.

Un divieto assoluto di importazione del petrolio greggio e dei prodotti petroliferi russi trasportati via mare. Il divieto è soggetto a determinati periodi di transizione, per consentire al settore e ai mercati mondiali di adattarsi, e a un'esenzione temporanea per il petrolio greggio trasportato mediante oleodotti per garantirne la graduale eliminazione. L'UE e i suoi partner potranno così garantire approvvigionamenti alternativi e sarà ridotto al minimo l'impatto sui prezzi mondiali del petrolio.

Al termine di un periodo di transizione di 6 mesi agli operatori dell'UE sarà vietato assicurare e finanziare il trasporto di petrolio verso paesi terzi, in particolare attraverso rotte marittime.

Il G7 ha convenuto di introdurre un tetto al prezzo del petrolio esportato dalla Russia. L'UE ha posto le basi per l'attuazione di tale accordo, una volta definitivo.

I FATTI

Riguarda il 90% delle attuali importazioni europee di petrolio dalla Russia.

Settore dei trasporti

  • Divieto di esportare, vendere, fornire o trasferire alla Russia qualsiasi aeromobile o parte e attrezzatura per aeromobili.
  • Divieto di fornire qualsiasi servizio di riparazione, manutenzione o finanziario pertinente.
  • Chiusura dello spazio aereo dell'UE a tutti gli aeromobili di proprietà russa, immatricolati in Russia o controllati dalla Russia, compresi i jet privati di oligarchi.
  • Restrizioni all'esportazione di prodotti per la navigazione marittima e di tecnologie di radiocomunicazione.
  • Divieto totale di attività di trasporto stradale di merci da parte di operatori russi e bielorussi attivi nell'UE (alcune deroghe riguardano settori essenziali, quali i prodotti agricoli e alimentari, gli aiuti umanitari e l'energia).
  • Divieto di ingresso nei porti dell'UE per le navi battenti bandiera russa (sono previste deroghe per i trasporti a fini medici, alimentari, energetici e umanitari).
I FATTI

L'attuale flotta aerea commerciale russa è stata costruita per tre quarti nell'UE, negli Stati Uniti d'America e in Canada. La Russia non sarà pertanto in grado di mantenere la sua flotta secondo le norme internazionali.

Beni a duplice uso e prodotti tecnologici avanzati

 

Inasprimento dei controlli esistenti sulle esportazioni di beni a duplice uso per colpire settori sensibili del complesso militare-industriale russo e limitare l'accesso della Russia a tecnologie avanzate fondamentali come:

  • droni e software per droni
  • software per dispositivi di cifratura
  • semiconduttori ed elettronica avanzata
  • sostanze che potrebbero essere utilizzate per armi chimiche
  • strumenti per le attività di contrasto
  • materiali speciali e macchine industriali.

Ampliamento dell'elenco delle persone ed entità colpite dalle sanzioni a ulteriori oligarchi ed élite del mondo degli affari collegati al Cremlino e alle società attive nel settore militare e della difesa che procurano sostegno logistico e materiale all'invasione.

I FATTI

Le sanzioni colpiscono l'accesso della Russia a tecnologie importanti che vanno al di là dei beni e delle tecnologie a duplice uso e ne riducono nel tempo le capacità tecnologiche.

Le sanzioni interrompono il finanziamento o l'assistenza finanziaria pubblici agli scambi con la Russia o il sostegno agli investimenti in Russia, compreso il sostegno nazionale alle esportazioni.

Misure restrittive per il commercio: divieti di esportazione e importazione

A partire dal 15 marzo, in collaborazione con i paesi del G7 e altri partner che condividono gli stessi principi, l'UE ha smesso di considerare la Russia una nazione più favorita nell'ambito dell'OMC, privandola dei principali vantaggi commerciali derivanti dall'appartenenza a tale organizzazione.

L'UE ha deciso di intervenire non con un aumento dei dazi all'importazione, bensì con una serie di sanzioni che comprendono divieti di importazione o esportazione di merci, in particolare:

  • divieto di importazione nell'UE di tutti i prodotti siderurgici finiti e semilavorati
  • divieto di esportazione dall'UE di beni di lusso per colpire direttamente le élite russe
  • ulteriori divieti di importazione, compresi cementi, prodotti in gomma, legname, alcol, liquori, prodotti ittici di lusso
  • ulteriori divieti mirati di esportazione, per un valore di 10 miliardi di euro, in settori nei quali la Russia è vulnerabile a causa della grande dipendenza dalle forniture europee, tra cui il calcolo quantistico, i semiconduttori avanzati, i macchinari sensibili, i trasporti e le sostanze chimiche. Sono compresi anche i catalizzatori specializzati usati in raffineria. Così facendo si contribuirà a erodere la base tecnologica e la capacità industriale della Russia
  • divieto di esportazione esteso a carboturbi e additivi per carburanti, che potrebbero essere usati dall'esercito russo
  • divieto di acquistare, importare o trasferire, direttamente o indirettamente, oro, se originario della Russia.

I FATTI

  • Il divieto di esportazione dei beni di lusso dell'UE priva le élite russe di prodotti quali automobili, orologi e gioielli. Il divieto di importazione riguarda prodotti emblematici russi come la vodka e il caviale.
  • Il divieto di importazione di carbone russo colpisce un quarto di tutte le esportazioni russe di carbone a livello mondiale e comporta una perdita di entrate pari a 8 miliardi di euro all'anno per la Russia.
  • Sul fronte delle esportazioni, ad oggi il valore totale stimato delle restrizioni all'esportazione di beni e tecnologie è pari a 29,9 miliardi di euro. Questa cifra rappresenta il 33,5% delle esportazioni dell'UE prima dell'invasione.
  • Quasi il 60% delle importazioni pre-belliche, pari a 82,9 miliardi di euro, è interessato dalle sanzioni.
  • Il valore totale delle restrizioni all'esportazione di servizi è pari a 3 miliardi di euro (il 14,6% delle esportazioni di servizi dell'UE).
  • Nessuna delle misure adottate dall'UE riguarda in alcun modo il commercio di prodotti agricoli e alimentari, compresi il frumento e i fertilizzanti, tra i paesi terzi e la Russia.

 

Esclusione della Russia dagli appalti pubblici e dai finanziamenti europei

  • Divieto assoluto per entità e cittadini russi di partecipare agli appalti pubblici dell'UE.
  • Restrizioni al sostegno finanziario e non finanziario accordato alle entità russe di proprietà pubblica o sotto controllo pubblico nell'ambito dei programmi dell'Unione, dell'Euratom o degli Stati membri. Non saranno conclusi nuovi appalti o accordi con enti pubblici russi o entità collegate.

I FATTI

La Commissione sta ponendo fine alla partecipazione di organismi pubblici russi o entità collegate a tutte le convenzioni di sovvenzione in corso e sospendendo tutti i pagamenti connessi, nell'ambito dei programmi Orizzonte 2020, Euratom ed Erasmus+. 

Per quanto riguarda il programma Orizzonte Europa (ad eccezione del Consiglio europeo della ricerca e del Consiglio europeo per l'innovazione), non sono ammessi a partecipare tutti i soggetti giuridici (pubblici e privati) stabiliti in Russia, Bielorussia o in territori ucraini non controllati dal governo.

Misure in materia di visti

Il 9 settembre il Consiglio ha convenuto di sospendere del tutto l'accordo di facilitazione del rilascio dei visti tra l'UE e la Russia. Ne consegue che i cittadini russi non fruiranno più di un accesso privilegiato all'UE e per chiedere il visto dovranno seguire una procedura più lunga, più costosa e più complessa. Gli Stati membri mantengono un ampio potere discrezionale nell'esaminare le domande di visto per soggiorni di breve durata presentate da cittadini russi e possono esercitare un maggiore controllo sui cittadini russi che intendono recarsi nell'UE. L'UE rimarrà aperta ad alcune categorie di richiedenti russi che viaggiano per motivi essenziali, in particolare familiari di cittadini dell'UE, giornalisti, dissidenti e rappresentanti della società civile.

La Commissione ha inoltre presentato una proposta legislativa sul non riconoscimento dei passaporti russi rilasciati nelle zone occupate dell'Ucraina. Spetta ora al Parlamento europeo e al Consiglio approvare la proposta.

Sanzioni per i responsabili della disinformazione

I canali di disinformazione statali pro Cremlino svolgono un ruolo fondamentale nel sostenere l'aggressione della Russia contro l'Ucraina. Costituiscono pertanto una minaccia significativa e diretta per l'ordine pubblico e la sicurezza dell'UE. Per questo motivo l'UE ha deciso di sanzionare i mezzi di disinformazione e manipolazione delle informazioni del Cremlino.

Sospensione della trasmissione e della diffusione di Russia Today, Sputnik, Rossiya RTR/RTR Planeta, Rossiya 24/Russia 24 e TV Centre International nell'UE o ad essa diretta, ad esempio via cavo, satellite, IPTV, piattaforme, siti web e applicazioni. Tutte le licenze, le autorizzazioni e gli accordi di distribuzione pertinenti sono sospesi. È stata inoltre vietata la pubblicità di prodotti o servizi sugli organi di informazione sanzionati.

    EUvsDisinfo: disinformazione nei confronti dell'Ucraina
     

    Queste misure vanno ad aggiungersi alle sanzioni concordate il 23 febbraio nei confronti di Donetsk e Luhansk, in particolare:

    • il divieto di importazione di merci da tali zone
    • restrizioni agli scambi e agli investimenti connessi a determinati settori economici
    • il divieto di prestare servizi turistici
    • il divieto di esportazione di determinati beni e tecnologie.

    Bielorussia

    Un pacchetto di sanzioni contro la Bielorussia che colpisce i settori nevralgici e le persone più importanti che sostengono lo sforzo bellico russo.

    Sanzioni per colmare le lacune esistenti e imporre ulteriori restrizioni alle importazioni e alle esportazioni in settori economici chiave:

    • fine della deroga per gli appalti conclusi prima dell'adozione delle sanzioni esistenti
    • nuovi divieti di importazione di potassa, legno, cemento, ferro, acciaio e prodotti in gomma e divieti di esportazione di determinati tipi di macchinari, beni e tecnologie a duplice uso, nonché di altri beni e tecnologie avanzati che potrebbero contribuire allo sviluppo militare, tecnologico, della difesa e della sicurezza della Bielorussia
    • misure restrittive mirate nei confronti di membri di alto grado del personale militare bielorusso
    • esclusione dal sistema di pagamento SWIFT (analogamente a quanto previsto per la Russia) e ulteriore ampliamento delle restrizioni finanziarie esistenti, in linea con le misure già in vigore in relazione alle sanzioni russe.

    Il 6 ottobre le sanzioni sono state estese a tutte le zone dell'Ucraina non controllate dal governo nelle regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson.

    Processo di adesione all'OMC

    Alla luce del sostegno materiale fornito dalla Bielorussia all'invasione russa, il suo processo di adesione è sospeso e l'UE non parteciperà ad alcuna attività connessa all'adesione. Ciò è stato confermato il 22 marzo in una dichiarazione comune con altri membri dell'OMC che condividono gli stessi principi. 

    I FATTI

    Le sanzioni rafforzeranno considerevolmente le attuali misure settoriali, colpendo cinque dei dieci principali settori di esportazione dell'economia bielorussa e le più importanti esportazioni dell'UE nel paese. Le misure andranno a colpire ora quasi il 70% di tutte le esportazioni bielorusse nell'UE.

    Task force "Freeze and Seize"

    La Commissione ha istituito una task force "Freeze and Seize" (letteralmente: "congelare e sequestrare") per esaminare i legami tra i beni appartenenti a persone alle quali si applicano le sanzioni dell'UE e attività criminali. Sebbene le indagini e le azioni penali siano di competenza degli Stati membri, l'obiettivo della task force è rafforzare il coordinamento a livello operativo per garantire l'effettiva applicazione delle sanzioni dell'UE in tutti gli Stati membri.

    La task force è composta da rappresentanti della Commissione, di ciascuno Stato membro, di Eurojust e di Europol. Coordinerà i suoi lavori con la task force "Russian Elites, Proxies and Oligarchs" (REPO), istituita tra i paesi del G7, l'Australia e l'Unione europea. Si riunirà con cadenza settimanale e resterà operativa per il tempo necessario.

    Recupero e confisca dei beni

    Per contribuire all'attuazione delle misure restrittive dell'UE, la Commissione ha proposto di aggiungere la violazione di tali misure restrittive all'elenco dei reati riconosciuti dall'UE e di rafforzare le norme in materia di recupero e confisca dei beni. Mentre prosegue l'aggressione russa all'Ucraina, è fondamentale attuare pienamente le misure restrittive dell'UE e impedire che si tragga vantaggio dalla loro violazione. Scopo delle proposte è garantire che i beni delle persone e delle entità che violano le misure restrittive possano essere effettivamente confiscati in futuro.